24.04.2009 – Lo scacchista principiante crede che la memoria fotografica sia una qualità essenziale per progredire nel gioco, in poche parole è convinto che un forte giocatore sia in grado di guardare la scacchiera per pochi secondi e riuscire a ricostruire, con assoluta precisione, la posizione dei pezzi.
Questa affermazione non è vera al 100%
Il concetto di memoria fotografica negli scacchi è molto diverso da quello sopra formulato, ne erano convinti Chase e Simon che lo dimostrarono perfezionando lo studio di De Groot.
Adriaan De Groot, nel 1946, su un campione di diversi giocatori di scacchi, che andavano da esperti professionisti a giocatori intermedi e assoluti principianti effettuò il seguente test: ad ognuno di essi fu chiesto di visualizzare delle scacchiera con posizioni prese da partite reali e poi di riprodurre quelle posizioni. Il risultato non fu sorprendente, i giocatori più forti ricostruirono con maggiore fedeltà le posizioni visualizzate.
Fin qui potremmo dire, tutto normale, la sorpresa avvenne nel 1973 quando Chase e Simon approfondirono l'esperimento di De Groot. In questo secondo esperimento furono introdotte delle posizioni totalmente casuali, che non rispettavano nemmeno le regole degli scacchi. Come nell'esperimento di De Groot, nelle posizioni reali i giocatori più forti ottennero i migliori risultati, ma nelle posizioni astratte le varie categorie di giocatori ottennero più o meno lo stesso risultato.
A sinistra una posizione inusuale a destra una posizione di gioco reale, i giocatori di scacchi hanno più difficoltà a ricordare la posizione di sinistra rispetto a quella di destra, anche se la prima ha solo 20 pezzi in gioco, mentre la seconda 27.
Come si spiegano questi risultati? Un grande campione non ha maggior memoria fotografica di un principiante?
Non in senso assoluto! un forte giocatore, così come un campione di scacchi, attinge da dei modelli, da una serie di informazioni impresse nella sua mente che riesce a riconoscere e adoperare, tanto più è forte il giocatore tanto più sono numerose e chiare tali informazioni.
Nelle due posizioni sopra riportate non è importante il numero di pezzi in gioco e quindi la difficoltà a collocarli sulla scacchiera, ma il modello dal quale poter attingere. Mentre la posizione di sinistra non e associabile a nessuna informazione tipica degli scacchi, la posizione di destra è decisamente familiare a qualsiasi giocatore, ad esempio la disposizione dei pedoni, la posizione dei Re, la dislocazione di molti pezzi sono tipiche e quindi rapportabili a modelli conosciuti, di qui la maggiore semplicità nel ricordarla, pur contando un numero maggiore di pezzi in gioco.
Concludendo vi lascio alle parole di Kasparov "Un Grande Maestro terrà a mente decine di migliaia di frammenti e modelli di dati scacchistici e ne aggiungerà di continuo altri con la pratica costante. Il fatto che io sia in grado di ricordare un gran numero di partite e posizioni non significa che mi riesca più facile ricordare nomi, date o qualsiasi altra cosa." da Gli Scacchi la Vita edizione Mondadori.
