16.12.2008 - Un breve riassunto dei fatti per chi non ne fosse al corrente. Correva il giorno 25 Novembre 2008, ultimo turno delle Olimpiadi di Dresda, la partita di cartello era USA-Ukraina, in prima scacchiera il confronto Kamsky-Ivanchuk.
La vittoria era decisiva ai fini della classifica finale per ottenere un piazzamento sul podio. Ivanchuk doveva vincere, ma è finito con il perdere. Terminata la partita, Vassilly, ha preso a calci una colonna, ha messo sotto sopra una sala da thè, ma cosa ben più grave ai fini sportivi, non ha dato retta ad un funzionario della FIDE chi gli chiedeva il test antidoping, semplicemente l'ha ignorato.
Per il regolamento, rifiutarsi è come essere positivi, la sanzione prevede due anni di squalifica. La FIDE ha tempo tre mesi per decidere quale provvedimento prendere, una squalifica dell'ucraino sarebbe presa malissimo nell'ambiente scacchistico dove la regola dell'antidoping è già poco popolare.
Queste le parole di Ivanchuk quando gli sono state chieste spiegazioni: «Questi tipi di dramma succedono nel nostro mondo. Semplicemente, me ne sono andato via dalla partita. Non ho ascoltato l'uomo che mi stava parlando. Non l'avevo mai visto prima. In effetti, nemmeno ora so chi sia»
Ivanchuk (foto www.chessninja.com)
Non invidio per nulla la posizione della FIDE, squalificare Ivanchuk vuol dire privarsi di uno dei più geniali giocatori del momento oltre che attirarsi le ire di molti colleghi e appassionati, non squalificarlo potrebbe mettere in discussione i regolamenti stessi. Che fare?
Io trovo impossibile la squalifica di Vassily, anche ingiusta se volete, la pensa così anche Hubner che si scaglia contro i test antidoping arrivando ad annunciare il suo ritiro quando questi saranno obbligatori nella Lega Tedesca.
Credo che la FIDE debba trovare un sistema per salvare sia Ivanchuk che la faccia, e un po' di buon senso non guasterebbe.
